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Sistemi iperconvergenti: come evitare quattro svantaggi possibili

Le soluzioni di infrastruttura iperconvergente sono allettanti per le imprese, ma possono nascondere inconvenienti di scalabilità, costi inattesi sulle licenze, consumi più elevati di energia e problemi di interoperabilità. Conoscerli serve ad evitarli


Soluzioni moderne, sviluppate per rispondere alle evolute esigenze della trasformazione digitale, i sistemi IT con infrastruttura iperconvergente rappresentano oggi per il reparto IT di un’impresa elementi di flessibilità e convenienza. Nell’adottarli non bisogna tuttavia ignorare alcuni problemi di diversa natura che possono presentarsi a seconda delle implementazioni. 

Ma andiamo per gradi: una soluzione di infrastruttura iperconvergente (HCI) si presenta come un singolo sistema altamente ingegnerizzato, che concentra in sé tutte le risorse necessarie in un’infrastruttura informatica: elaborazione, storage, networking, virtualizzazione, di solito già preconfigurati per velocizzare l’uso. In questo modo è possibile eliminare la maggior parte delle complicazioni che un approccio ‘build-your-own’ comporterebbe per creare il sistema iperconvergente. Tuttavia, una volta che la nuova appliance è in esercizio in azienda, con il tempo alcuni inconvenienti possono palesemente emergere. Per tale ragione è importante che, subito nella fase iniziale, il team IT svolga tutte le necessarie indagini, per garantire che il sistema sia il più possibile a prova di futuro, e non incline a subire potenziali svantaggi. 

Scalabilità, un primo problema
Non tutti i sistemi iperconvergenti sono scalabili nello stesso modo. Prendiamo il caso di una macchina “caricata” con un mix di workload: se servono più risorse di computing, networking, storage, virtualizzazione, non è un grande problema, perché si può acquistare un altro sistema dello stesso tipo, in modo da incrementarle. Una volta collegata l’unità aggiuntiva, la maggior parte dei sistemi iperconvergenti identifica in automatico le nuove risorse, allocandole come richiesto, a seconda della tipologia dei carichi di lavoro. Ma che succede se il sistema richiede soltanto l’incremento di una singola risorsa? Ad esempio, quando c’è banda a sufficienza, ma non abbastanza risorse di CPU, oppure sufficienti CPU ma non abbastanza storage? Alcuni sistemi iperconvergenti non permettono di scalare singole risorse, e ciò significa che per ottenere, ad esempio, più risorse di CPU, l’utente deve pagare anche per lo storage e la banda già integrati nell’appliance, di cui in realtà al momento non ha necessità, con svantaggi che vanno dal più elevato investimento economico iniziale, ai maggiori consumi di spazio ed energia. 


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