lunedì 4 marzo 2013

Elettrotecnica ed elettronica, in Italia -10% nel 2012

Anche sul fronte dell'elettrotecnica e dell'elettronica, Il bilancio della produzione industriale in Italia è di segno meno, come emerge da un comunicato ufficiale di ANIE Confindustria diffuso a febbraio. Di seguito, i dati. 

Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, l’industria italiana delle tecnologie, Elettrotecnica ed Elettronica, rappresentata da ANIE Confindustria ha registrato anche a dicembre 2012 un andamento negativo nei dati di produzione industriale.
A dicembre 2012, nel confronto con lo stesso mese del 2011, l’Elettrotecnica ha sperimentato una flessione della produzione industriale del 6,8%; l’Elettronica dello 0,3% (-7,0% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
Nel confronto congiunturale le due macro-aree registrano andamenti disallineati. A dicembre 2012, nel confronto con novembre 2012, l’Elettrotecnica ha evidenziato un moderato incremento dei livelli di attività industriale (+1,6%). L’Elettronica ha, invece, confermato una sostanziale stabilità (+0,1% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
Nella media del 2012, nel confronto con l’anno precedente, l’Elettrotecnica ha segnato un risultato cumulato annuo negativo del 10,0%; l’Elettronica del 3,0% (-6,9% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).
“A dicembre 2012 il dato relativo alla produzione industriale ha confermato la lunga e ininterrotta serie negativa iniziata nei primi mesi dell’anno” – ha dichiarato il Presidente di ANIE Confindustria, Claudio Andrea Gemme  “Guardando all’intero anno, il 2012 chiude per l’Elettrotecnica e l’Elettronica italiane con una riduzione dei livelli di attività vicina al 10%. Per effetto della prolungata fase recessiva rimangono ampi spazi di capacità produttiva inutilizzata, con conseguenze rilevanti su volumi e margini delle imprese.”
“Cresce il rischio” – conclude il Presidente ANIE  “di disperdere importanti tasselli delle competenze tecniche e specialistiche di eccellenza di cui l’industria nazionale è espressione. A inizio 2013 il quadro macroeconomico continua a essere caratterizzato da una elevata incertezza. Alla forte debolezza del mercato interno si affianca la difficile congiuntura internazionale, che non consente al canale estero di compensare pienamente la fragilità della domanda nazionale.” 



Ora, ad aggravarare le tensioni sull'economia del Belpaese e sui mercati finanziari, si aggiunge anche l'attuale situazione di instabilità politica, che potrebbe preludere allo spettro dell'ingovernabilità, con un ulteriore peggioramento della paralisi del tessuto economico e sociale. 

C'è anche qualcuno, però, che pensa che la situazione possa rivelarsi meno nera del previsto. Al riguardo, mi sembra interessante riportare un articolo che ho ritrovato nella casella di posta elettronica. L'opinione è di Guglielmo Meardi, professor of industrial relations & director of the industrial relations research unit alla Warwick Business School.

Italy is used to instability says Italian
professor who also predicts fresh elections in six months


Italian professor Guglielmo Meardi believes there is no need for the Eurozone and financial markets to “panic” over Italy’s election results.
The elections have produced a stalemate with the possibility of a hung parliament, but Professor Meardi believes whatever Government is put in place should be able to hold things together until the German elections in September.
Professor Meardi, of Warwick Business School, feels that Italy can then have new elections then as any decisions on future European Union economic policy probably won’t happen until then either.
With all domestic votes counted, Pier Luigi Bersani's centre-left bloc won the lower house vote but has failed to secure a majority in the Senate, with control of both houses needed to govern.
News of the results led to a sharp fall on Italian financial markets and spread fear that the Eurozone is heading for another crisis.
But Professor Meardi said Italy is used to parliamentary instability and believes the country accounts are in a stable position.
Professor Meardi, who is Professor of Industrial Relations & Director of the Industrial Relations Research Unit, said: “The markets are disappointed that their favoured option, a stable Bersani-Monti government, lost, but panic is very premature for two reasons.
“First, Italy is used to parliamentary instability and there are conciliatory signs among the different parties.
“A minority centre-Left government with the abstention or support from the 5 Star Movement is not impossible, while early snap elections are institutionally non-viable as the Parliament needs to elect a new head of state by May, when the term of current President Napolitano expires. The Constitution forbids the President to dissolve Parliament in the last six months of his or her term.
“Secondly, Italy, unlike the other Southern European countries, has a primary surplus, i.e. without including interest payments, rather than a deficit and public debt is expected to fall by 2% this year, without the need for any further action.
“There are of course serious clouds on the long-term economic prospects, but these are better addressed in the Autumn at European level after the German elections: after then, with no election forthcoming, more serious talks between the main Eurozone countries on European economic governance will be possible. The Italian government should be able to keep the country and the budget on track until the Autumn, and have new elections at the same time as Germany.”


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