Tra iper‑crescita dei dati e adozione di agenti AI, la sicurezza richiede data routing, arricchimento real‑time dei segnali, protezione dalle prompt injection e integrazioni con i servizi cloud. L’approccio di SentinelOne
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| Paolo Cecchi, sales director Mediterranean Region di SentinelOne |
Sicurezza per l’intelligenza artificiale, e intelligenza artificiale per la sicurezza. Un binomio che esplicita la relazione sinergica tra due discipline IT, e la necessità per le organizzazioni di padroneggiarle entrambe contemporaneamente, sia per accelerare i benefici della AI, sia per ridurre i rischi che il suo utilizzo comporta.
Un binomio che Tomer Weingarten, cofondatore e amministratore delegato di SentinelOne, ha messo a fuoco all’evento globale OneCon 2025 di Las Vegas a novembre, delineando la visione tecnologica e strategica su cui ora si fondano la roadmap della società e il nuovo portafoglio di strumenti e servizi per difendere un mondo digitale basato, e sempre più dominato, dall’intelligenza artificiale.
Al tempo dell’intelligenza artificiale la sfida cruciale, nel pensiero di Weingarten, è da un lato governare e proteggere l’uso di pipeline di dati, modelli, prompt, agenti, su cui sviluppatori e utenti fanno affidamento, perché queste risorse sono diventate la nuova superficie di attacco. Dall’altro lato, la sfida è saper applicare la AI agentica e l’apprendimento automatico (ML) per anticipare gli attacchi cibernetici AI-powered, rilevandoli, indagandoli e rispondendo alla velocità della macchina, senza che i team di sicurezza si lascino sopraffare dai dati e dalla complessità.
Nella lotta contro gli attori delle minacce, qualità dei dati e tempestività di risposta sono fattori determinanti. Una reale sicurezza e protezione si costruisce attraverso una AI che apprende e si adatta di continuo, rilevando l’intento dell’attacco e non solo gli schemi. Che sa fondere i segnali provenienti da endpoint, identità e cloud in un’unica visione coerente, comprendendo il contesto in cui l’attacco sta avvenendo.
