Nuova era nei data center: il futuro va verso sistemi di raffreddamento ibridi

Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il problema diventa disaccoppiare la crescita dei data center AI dai consumi di energia. Per raggiungere l’obiettivo, secondo Schneider Electric, una leva fondamentale è costruire la corretta infrastruttura di cooling

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E' difficile prevedere nel lungo periodo dove porterà l’attuale trend di sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI), ma una cosa è già evidente, ed è il forte incremento della domanda di energia, in particolare di quella richiesta per alimentare i data center che supportano workload AI. A livello mondiale, entro il 2030, l’elettricità richiesta dai data center sarà più del doppio, rileva un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE). Il rapporto indica l’intelligenza artificiale come il motore più significativo di questo aumento, con una domanda di elettricità da parte dei data center ottimizzati per la AI che dovrebbe più che quadruplicare entro il 2030. 

Marc Garner, President Cloud & Service Provider Segment di Schneider Electric

Per sottolineare il preoccupante aumento della domanda di energia, nel 2024 Bloomberg titolava un articolo “L’intelligenza artificiale sta già devastando i sistemi energetici globali”, ricordando come negli Usa, in Virginia settentrionale, oggi considerata una delle aree del globo a più elevata concentrazione di data center, l’ascesa della AI stesse accelerando la richiesta di data center più grandi, e alterando ulteriormente la fisionomia del classico paesaggio rurale, a causa della costruzione di nuovi centri dati.


Gestire l’energia con efficienza

Nello scenario di letterale esplosione delle applicazioni AI, l’attuale sfida si gioca sulla capacità di progettare e costruire data center di nuova generazione, in grado di conciliare l’inedita richiesta di energia e performance di calcolo con le aspettative di investitori e utenti finali riguardo alle iniziative di decarbonizzazione e sostenibilità.

Il complesso di data center che sta sorgendo a Sines, Portogallo, attraverso il progetto Start Campus, è un esempio del tentativo di raggiungere questo equilibrio. Un progetto in cui Start Campus sta collaborando a stretto contatto con il partner tecnologico Schneider Electric. “In Start Campus ci impegniamo a costruire le basi per la prossima generazione di infrastrutture digitali sostenibili e pronte per la AI” ha dichiarato il ceo Robert Dunn. “L’energia elettrica è una delle risorse più critiche nell’odierna infrastruttura digitale. Ma non si tratta solo di accesso: si tratta di gestire l’energia in modo efficiente, intelligente e sostenibile su larga scala. La partnership con Schneider Electric trasforma il nostro modo di operare, integrando una tecnologia energetica di livello mondiale e una visibilità in tempo reale su ogni livello della nostra infrastruttura” ha aggiunto Dunn. 

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