Testing del software e automazione: guida all’uso

Nei moderni ambienti di sviluppo software, come quelli che applicano i paradigmi Agile/DevOps, i tool per l’automazione dei test diventano strumenti insostituibili per eseguire e reiterare molte operazioni, casi di test e cicli di collaudo, altrimenti impraticabili in modalità manuale. Ecco i vantaggi dei test automatici per i team di controllo della qualità del software

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Come qualunque altro prodotto esistente sul mercato, anche un programma software non è mai perfetto: una volta sviluppato, prima di essere distribuito, commercializzato o messo in produzione all’interno di un’organizzazione, richiede una meticolosa fase di collaudo, serve il software testing. Questa affermazione è ancora più attuale in un momento, come quello che stiamo attraversando, dove ogni azienda sta diventando una impresa digitale, dove la parte di software è preponderante e i sistemi software based sono sempre più complessi. 


Cos’è il software testing e perché è importante

La fase di collaudo, nei modelli di sviluppo tradizionali, viene pianificata al termine dello sviluppo del codice, e può servire, ad esempio, a verificare la corrispondenza delle funzionalità del software rispetto ai requisiti richiesti dall’utente, oppure se ci sono difetti in grado di pregiudicare la correttezza del funzionamento, o anche a controllare se il livello di usabilità del programma è basso, al punto da compromettere la produttività dell’utilizzatore a cui è indirizzato.

Il testing del software è quindi imprescindibile per garantirne la qualità e inoltre, d’altra parte, è indispensabile per garantire all’utente una user experience soddisfacente. Quest’ultimo è un fattore sempre più importante basti pensare che, secondo un’analisi Stardust, il 72% degli utenti che abbia una brutta esperienza di un servizio software o di una app li abbandona e non vi ritorna. 

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