martedì 13 luglio 2004

Atos Origin alla prova delle Olimpiadi

Computerworld Italia - martedì 13 luglio 2004

La grande mole di dati da gestire per i risultati delle gare metterà a dura prova il sistema informativo della manifestazione


di Giorgio Fusari





Ad Atene, una città che è ancora tutta un cantiere per i preparativi dei giochi olimpici, non si lavora soltanto per completare la realizzazione o la sistemazione di stadi e impianti sportivi, strade, ferrovia, metropolitana e altri servizi di base. C'è anche un grande impegno per la messa a punto di tutte le infrastrutture informatiche e di telecomunicazioni che serviranno durante le gare a garantire la circolazione delle informazioni e la distribuzione dei risultati in tempo reale in tutto il mondo attraverso i vari mass media. In questo progetto, d'importanza critica per la buona riuscita della manifestazione che vedrà l'avvio ufficiale il prossimo 13 agosto, Atos Origin ricopre il ruolo di fornitore di tutti i servizi IT necessari.



A seconda dei servizi da creare, Atos Origin si avvale della collaborazione di vari partner, anche locali, tra cui OTE, Kodak, Swatch, Panasonic, Samsung, Xerox, Sun, Dell, Cisco, Cosmote (telefonia mobile). Le applicazioni e i servizi sviluppati non si fermeranno comunque a questa edizione ma verranno riutilizzati, visto che dopo l'acquisizione di SchlumbergerSema, ora Atos Origin ha la responsabilità di organizzare per il comitato olimpico internazionale anche le infrastrutture IT per i giochi olimpici di Torino nel 2006 e per quelli di Pechino nel 2008.



Tuttavia, in questo momento, l'esperienza già maturata per creare l'infrastruttura IT dei Giochi invernali di Salt Lake City (USA) nel 2002 viene tutta trasferita ad Atene, dove però lo sforzo da compiere risulta molto maggiore (di due o tre volte), data l'imponenza dell'evento, che prevede lo svolgimento di 28 sport con 301 appuntamenti sportivi e 62 sedi, di cui 36 saranno dedicate alle gare. Parteciperanno 10.500 atleti e 21.500 rappresentanti dei media, oltre a 3.400 membri della squadra dedicata ai servizi IT, nella quale sono presenti anche molti volontari. In particolare, l'infrastruttura IT sarà composta da 10.500 computer, 450 server e 450 box Unix. Si dovranno inoltre gestire 200mila accreditamenti, 4mila terminali per i risultati, 2mila tra fax e copiatrici, e 2mila stampanti.



Ora, spiega Peter Hamilton, business process manager per il progetto, per riuscire a soddisfare per tempo la gestione dell'enorme quantità di informazioni, negli Integration Labs e al TOC (Technology Operations Centre) si stanno eseguendo i test di collaudo delle applicazioni software che dovranno ricevere, elaborare e distribuire i dati, come anche di quelle che avranno il compito di amministrare le fasi di registrazione e autenticazione degli ospiti e degli atleti in arrivo, oltre che gli aspetti logistici per il loro trasporto e sistemazione negli alloggi. Si tratta in particolare di tre applicazioni: il Games Management System (GMS) per la gestione di arrivi e partenze, accrediti, trasporti e attività del personale medico; l'Information Diffusion System (IDS) per rendere accessibili su una Intranet agli utenti accreditati, le biografie, i bollettini e i risultati delle gare; e il Commentator Information System (CIS) per trasmettere a emittenti televisive e organi d'informazione di tutto il mondo i risultati delle competizioni.







Un'esperienza da tradurre in progetti

La prossima occasione che consentirà ad Atos Origin di erogare al massimo le competenze su cui sta capitalizzando ora ad Atene saranno i giochi olimpici di Torino nel 2006. "Questo progetto - spiega Claude Philipps, chief technology integrator della società - richiede capacità di system integration, gestione di progetto, attività di collaudo, coordinamento dei partner e quant'altro. Insomma tutti gli aspetti dell'IT sono presenti in questa realizzazione". Lo sport non è l'unico campo in cui tradurre questo livello di competenza: "I giochi olimpici sono un esempio di eccezionale capacità organizzativa e tecnologica, tra loro armonizzate, e questo modo di operare è uno standard di Atos Origin anche a livello Italia - dice Gianluigi Di Francesco, executive vice president e CEO di Atos Origin nel nostro Paese -. Certo, i giochi olimpici per le loro caratteristiche di evento mediatico che si svolge in un lasso di tempo contenuto e senza possibilità di sbagliare, sono un caso estremo e unico, che trova li

mitate analogie in altri progetti di business. Tuttavia in Italia esistono molte esperienze rappresentate da accordi complessi di full outsourcing e transformational outsourcing siglati con i nostri clienti, in cui la gestione dell'intero sistema informativo è stata a noi delegata, compreso il ciclo di cambiamento globale da sistema preesistente a nuovo e compresa la gestione del cambiamento".

Fra i vari aspetti da coordinare con armonia in un progetto complesso, uno particolarmente critico è la sicurezza informatica, per la quale la società sta sviluppando competenze che rimetterà in campo anche nelle prossime realizzazioni. Ad Atene, in particolare, Atos Origin usa un approccio basato su applicazioni di gestione delle informazioni sulla sicurezza, IDS (Intrusion Detection Systems) e firewall per analizzare la situazione, comprendere dove sono i principali rischi e stilare una serie di priorità con le relative politiche di intervento. "Il monitoraggio della sicurezza IT è davvero importante per noi - dice Yan Noblot, information security manager - perché ci consente di abbassare il rischio". L'entità degli allarmi, dell'ordine di oltre 200mila al giorno, può causare colli di bottiglia sulla rete e per questo è presente un'applicazione per filtrarli, correlarli e ridurre così il numero delle informazioni. La rete è cablata e non prevede tratti in modalità wireless Wi-Fi, mentre i vari broadcaster e addetti ai lavori comunicano con il centro di controllo su canali molto precisi e controllati.

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