Il valore dell’intelligenza artificiale emerge quando diventa parte integrante del workflow. Tra gli impatti positivi, i benefici nella manutenzione predittiva, nella gestione della produzione e nel controllo qualità
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Quasi un anno fa lo State of Smart Manufacturing Report, lo studio globale di Rockwell Automation su oltre 1.500 operatori di punta del settore, riguardo al nostro paese, indicava come l’industria manifatturiera italiana creda e investa nell’intelligenza artificiale, ma abbia ancora difficoltà a implementarla su larga scala e a generare ritorni sugli investimenti (ROI). Quest’anno, il 2026 State of Industrial AI Report, uno studio mondiale condotto da Cisco in collaborazione con Sapio Research su oltre mille decision maker attivi in organizzazioni che operano in 21 settori industriali, incluso il manufacturing, e presenti in 19 paesi, comincia a registrare trend positivi a livello internazionale: l’85% ritiene che la AI migliorerà la postura di cyber security. Il 61% sta attivamente implementando la AI su larga scala. Inoltre, l’impatto concreto della AI sul business sta crescendo rapidamente: il 25% dei dirigenti aziendali ora dichiarano che la AI sta avendo un effetto trasformativo sulle loro organizzazioni, più del doppio rispetto al 12% di un anno fa.
Benefici e sfide dell’AI applicata al ciclo produttivo
Sull’impatto trasformativo e le sfide dell’AI nell’automazione industriale e nello smart manufacturing, abbiamo raccolto i punti di vista di consulenti ed executive operativi negli Stati Uniti e in Europa. Derrick Whitfield, senior project manager e consulente strategico in Niti Systems Consultants, opera all’incrocio tra tecnologie emergenti, sistemi aziendali e implementazione pratica. È autore di un libro sul tema (Beyond Automation: Building the Human + AI Enterprise) che analizza la transizione delle organizzazioni, dall’utilizzo dell’AI come strumento, alla sua integrazione nel modello operativo di base, bilanciando il processo decisionale umano con i sistemi intelligenti per migliorare le prestazioni, la responsabilità e la scalabilità. “A mio modo di vedere – spiega Whitfield, -, il dibattito nel campo dell’automazione industriale si sta spostando dalla domanda ‘possiamo usare l’AI?’ a ‘come possiamo renderla operativa senza compromettere il sistema?’. Stiamo vedendo vantaggi concreti, nella manutenzione predittiva, nell’ottimizzazione delle prestazioni degli asset, nell’allocazione più intelligente delle risorse, ma ci scontriamo anche con ostacoli molto concreti legati all’integrazione dei sistemi legacy, alla qualità dei dati, alla governance, alla fiducia nelle decisioni automatizzate”. I benefici chiave?
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