A Semicon Europa 2025, l’associazione internazionale Semi ha posto l’accento sull’essenzialità delle collaborazioni globali per raggiungere una resilienza economica europea e salvaguardare prosperità, sostenibilità e sicurezza dell’industria dei chip
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Nell’attuale contesto in cui si trova l’industria dei semiconduttori europea, la collaborazione non è un’opzione, ma una condizione fondamentale da perseguire, un obiettivo mission-critical. Lo ha chiarito Laith Altimime, presidente di Semi Europe, in occasione del CxO Summit, l’appuntamento dedicato agli executive di massimo livello nell’industria dei chip che in novembre ha aperto l’evento Semicon Europa, riferendosi alle interruzioni globali della supply chain e alla crisi della catena di approvvigionamento automobilistica, che sembra non avere fine.
Per inciso, tra le ultime vicende, verso la fine del 2025, vale la pena ricordare il caso del fornitore globale di semiconduttori olandese Nexperia, controllata dalla cinese Wingtech, di cui il ministero degli Affari economici dei Paesi Bassi aveva assunto il controllo temporaneo, “a causa di gravi carenze di governance”. La reazione del governo di Pechino aveva vietato l’esportazione dei chip Nexperia fabbricati in Cina, gettando nel caos le supply chain dei produttori automotive, e mettendo in allarme Acea, l’Associazione europea dei costruttori di automobili, che aveva espresso profonda preoccupazione “per le potenziali gravi ripercussioni sulla produzione automobilistica europea”.
Crescita dei chip mai vista, ma permane l’incertezza
Aprendo il CxO Summit di Monaco di Baviera, Ajit Manocha, presidente e amministratore delegato di Semi, ha definito “senza precedenti” il panorama attuale del settore, e parlato di una crescita globale dell’industria dei chip mai vista prima, con “107 nuove fabbriche che entreranno in funzione entro il 2028”. Tuttavia, anche le incertezze sono senza precedenti, e vanno dalla geopolitica, alla carenza di talenti, fino alle preoccupazioni ambientali. Seguendo il filo conduttore di Manocha, e ribandendo il clima di incertezza, Altimime ha descritto l’Europa come intrappolata in una ‘tempesta perfetta’, in cui dovendo affrontare una combinazione di sfide interne, e una crescente competizione esterna, la collaborazione tra i diversi paesi diventa un imperativo categorico.
