L’enorme complesso di data center sta sorgendo a Sines, Portogallo, e promette di fornire energia e potenza di calcolo sufficienti per supportare workload AI, HPC e cloud, soddisfacendo al contempo requisiti di efficienza energetica e sostenibilità. Nel progetto, Start Campus collabora con il partner tecnologico Schneider Electric
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Il consumo di energia dei data center continuerà ad aumentare nei prossimi anni. Sarà guidato soprattutto dall’incremento della domanda di energia richiesta per alimentare la capacità computazionale che supporta i carichi di lavoro (workload) generati dalle applicazioni di intelligenza artificiale (AI). Nel 2024, secondo il rapporto Energy and AI, pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), i data center hanno rappresentato circa l’1,5% del consumo mondiale di elettricità, ovvero 415 terawattora (Twh). Nello scenario di base prospettato da IEA, questo consumo globale di elettricità per i data center dovrebbe raddoppiare e raggiungere circa 945 TWh entro il 2030, pari a poco meno del 3% del consumo globale di elettricità previsto in quell’anno. In tale scenario, l’intelligenza artificiale costituirà il fattore più significativo per l’aumento dei consumi, con una domanda di elettricità proveniente dai data center ottimizzati per la AI che è prevista più che quadruplicare entro il 2030. L’ascesa dell’intelligenza artificiale,aggiunge il rapporto, sta velocizzando la diffusione di server accelerati ad alte prestazioni, e portando di conseguenza a una maggior densità di potenza nei data center.
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