NetApp Insight 2017. Estrarre valore dai dati, l’oro nero delle aziende

All’evento NetApp Insight 2017 di Berlino, il tema sotto i riflettori è stato ‘change the world with data’. Un’occasione in cui la società ha illustrato a 360 gradi la propria visione tecnologica nello storage, che spazia dai sistemi on-premise, alle soluzioni di infrastruttura iperconvergente, alla gestione dei dati in ambienti IT multicloud



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BERLINO – Le informazioni sono il nuovo petrolio. Al di là dell’architettura di storage, oggi il tema davvero caldo, al centro delle preoccupazioni dei CIO che nel mondo governano le infrastrutture IT aziendali, sono i dati. I dati e il modo in cui un’organizzazione li sa gestire: questo, sottolinea Alexander Wallner, Senior Vice President e General Manager Emea di NetApp, durante un press briefing a margine dell’evento NetApp Insight 2017, svoltosi in settimana al CityCube di Berlino, è il riscontro che egli recepisce nella maggior parte dei casi parlando con i chief information officer. “E questo – aggiunge – sarà probabilmente il fattore più critico da controllare per i clienti della società nei prossimi anni. Anche perché, a differenza del passato, oggi i dati possono essere costituiti da tutto, comprendendo molte tipologie d’informazioni, e trovarsi dappertutto, in seguito alla diversificazione delle fonti e degli endpoint di raccolta, che continua attraverso la diffusione del cloud e delle applicazioni IoT”. 
“In tale contesto, agli utenti che chiedono risposte su strategie di riduzione dei costi e modernizzazione dell’IT, NetApp – spiega Wallner – intende proporsi come una ‘data authority’ per il cloud ibrido, in grado di supportare le imprese in maniera completa nelle iniziative di data management, attraverso tecnologie, tool e servizi che consentono di coprire l’intero ciclo di vita nella gestione delle informazioni: dalla raccolta dei dati, al loro trasporto, alla memorizzazione, all’analisi, fino all’archiviazione. Anzi – precisa Wallner – più che di cloud ibrido, termine che può dare l’impressione alle imprese di doversi legare a un solo provider, oggi si parla soprattutto di ambienti e strategie multi-cloud, che permettono di evitare situazioni di ‘vendor lock-in’ e di sfruttare i benefici delle differenti nuvole”.

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