mercoledì 19 luglio 2017

Come preparare il parco server ad accogliere un cloud privato

Implementare all’interno della propria organizzazione una nuvola privata può rendere i servizi IT più flessibili e scalabili, ma richiede anche la pre-verifica di alcuni requisiti nell’infrastruttura hardware esistente

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Realizzare un cloud privato nella propria infrastruttura informatica è un passo strategico importante per un’azienda, perché con esso i servizi IT possono guadagnare in flessibilità e scalabilità, senza per questo minare la capacità del CIO di mantenere un totale controllo sulla propria schiera di server enterprise. Tuttavia, prima di cedere a facili entusiasmi e partire subito con l’implementazione della nuvola privata (salvo poi accorgersi in un secondo tempo, con grande frustrazione, della presenza, ad esempio, di colli di bottiglia di varia natura che rallentano le prestazioni e l’efficienza dell’infrastruttura) è bene fare un passo indietro, e analizzare con metodo e precisione le caratteristiche tecniche di ogni singolo server del parco macchine hardware; sono infatti queste macchine fisiche che nel data center avranno il compito di sostenere tutto il carico di lavoro e lo sforzo computazionale, derivanti dal funzionamento dell’infrastruttura virtuale.

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