giovedì 17 novembre 2016

Miragliotta (Polimi): «Industria 4.0? È complessa, ma c’è tempo per assimilarla»

«Questa quarta rivoluzione industriale, a differenza delle precedenti, richiede di adottare e coordinare diverse tecnologie dirompenti, e non una sola. La buona notizia è che passerà molto tempo prima che le ’best practice’ vengano individuate e si affermino». Una grande spinta potrà venire dal Piano Nazionale presentato a settembre




«Industria 4.0? Non si può fare la quarta rivoluzione industriale se prima non si è fatta la terza». Un’espressione sintetica ed eloquente, usata a più riprese da Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio Industria 4.0/Smart Manufacturing alla School of Management del Politecnico di Milano, per ricordare alle organizzazioni protese verso la trasformazione digitale che, senza processi di base consolidati, senza una cultura digitale del dato, senza altri essenziali strumenti IT che funzionino con fluidità, l’innovazione dirompente abilitata dalle nuove tecnologie non può compiersi.
Giovanni Miragliotta, School of Management Politecnico di Milano


Il tema è appunto Industria 4.0, alias Smart Manufacturing, ossia quell’insieme di tecnologie che, facendo leva sul collegamento tra mondo IT e sistemi OT (operational technology) dell’ambiente di fabbrica, abilitano ulteriori funzionalità ed efficienze, aprendo per ogni impresa industriale un percorso molto profondo di trasformazione del business.
Un’occasione di approfondimento è stato il quarto Workshop Manufacturing & Supply Chain Finance della Digital Transformation Academy 2016. Quest’ultima, come progetto culturale rivolto alla community dell’innovazione digitale, intende porsi come punto di riferimento e laboratorio aperto per lo sviluppo di conoscenza e metodologie originali, capaci di stimolare, accompagnare la trasformazione digitale delle imprese, e sviluppare la loro competitività. 

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