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Enel: “Ecco perché siamo migrati sul cloud”

Fabio Veronese, Head of Infrastructure and Technological Services di Enel, spiega perché, e come, la società ha deciso di portare le proprie IT operation sulla nuvola pubblica di Amazon Web Services, per arrivare, entro il 2018, a un modello operativo ‘full-cloud’


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In un mondo dell’energia, anch’esso in piena trasformazione digitale, Enel oggi occupa una posizione di primo piano tra le utility europee, con più di 61 milioni di clienti, una capacità installata di 89 gigawatt, di cui 37 provenienti da fonti rinnovabili, e una rete di distribuzione di 1,9 milioni di chilometri. L’azienda ha guardato alla digitalizzazione come a una necessità, per rafforzare l’innovazione e accelerare il cambiamento, ed è passata da un modello che vedeva le IT operation gestite in totale outsourcing per Spagna e Sud America e attraverso i propri data center on-premise per Italia ed Europa dell’Est a un paradigma che, in prospettiva, sarà basato interamente sul cloud di Amazon Web Services. In questa intervista, Fabio Veronese, Head of Infrastructure and Technological Services della società, chiarisce le ragioni che hanno portato a questa scelta strategica.



ZeroUno: Quando è stato concepito, e quando è partito esattamente, il progetto di migrazione sul cloud delle IT operation di Enel? 
Fabio Veronese: Nel 2014 con l’avvento del nuovo management, e il conseguente cambio di strategia del Gruppo Enel, è stato possibile considerare concretamente anche in ambito IT una serie di opportunità che il mercato offriva, superando modelli più consolidati quali l’outsourcing. Il concept vero e proprio è stato elaborato negli ultimi mesi del 2014; il business case e piano attuativo è stato realizzato nella prima parte del 2015; successivamente, sempre nel 2015, sono stati finalizzati gli accordi con i provider e, verso la fine dello stesso anno, è partito il piano massivo ‘lift & shift’ di migrazione delle istanze.  

ZeroUno: Perché il cloud? Quali erano le criticità, i problemi chiave da affrontare nel modello di gestione pre–esistente e, prima, com’erano strutturati i servizi IT? 
Veronese: La configurazione dei servizi IT era conseguenza dell’acquisizione di Endesa [società spagnola di energia elettrica ndr]. Enel ha storicamente un modello di gestione interna dei sistemi, con il supporto di fornitori per le attività più operative, mentre Endesa aveva una storia ventennale di outsourcing con un player di primaria importanza. Due modelli antitetici e difficili da coniugare, ciascuno con i propri pro e contro. L’obiettivo non era dimostrare che un modello fosse migliore dell’altro, ma, in base alle opportunità di mercato, definire quello più adeguato a Enel, che consentisse di garantire flessibilità, robustezza, velocità ed economicità.  

ZeroUno: Può spiegare, più in dettaglio, quali applicazioni e servizi del sistema di gestione dell’energia di Enel devono essere gestiti da server e IT operation, lato infrastruttura e utenti interni, e lato clienti finali? 
Veronese: Le IT operation gestiscono l’intero parco delle applicazioni, gestionali e tecniche, del sistema informativo Enel, sia per i processi core, sia non-core: dalla misura, al billing, fino al customer engagement; dalla gestione degli stabilimenti di produzione termici, ai parchi eolici e solari; dalle applicazioni di contabilità a quelle di risorse umane, per finire con quelle di gestione del patrimonio immobiliare. Insomma, siamo presenti a 360 gradi su tutto il perimetro. 

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