martedì 25 marzo 2014

Stampanti inkjet alla conquista degli uffici

Qui l'approfondimento su DIGITAL4TRADE, con alcune mie interviste a margine dell'evento di Vienna. ATTENZIONE: l'articolo è stato scritto da me, non dalla persona indicata in tale pagina, ed è frutto della mia partecipazione a un evento a Vienna intitolato ‘The Future of Business Printing’. Per tale ragione, riaggiorno questo post riportando il mio articolo originale completo. Non è invece mia l'intervista video che compare nella stessa pagina. 


Un momento della conferenza  Epson ‘The Future of Business Printing’

Le periferiche a getto d’inchiostro sono pronte a sostituire le laser in molte applicazioni business: Epson ne è convinta, e lancia nuovi prodotti per accelerare la transizione



di Giorgio Fusari

Vienna, 19 marzo 2014 - Percorrendo a ritroso l’evoluzione delle tecnologie di stampa è facile ricordare come, inizialmente, le periferiche a getto d’inchiostro fossero state concepite per gli utilizzi personali, domestici, o nei cosiddetti contesti SOHO (small office-home office). Le stampanti laser, invece, hanno sempre rappresentato la scelta per eccellenza negli ambienti d’ufficio aziendali. Ebbene, sembra davvero arrivato il momento di riaggiornare questa visione, soprattutto perché, negli ultimi due anni, tale scenario ha cominciato a cambiare in maniera visibile: le periferiche inkjet hanno iniziato a prendere seriamente piede sulle macchine laser, anche negli ambienti di lavoro delle imprese. Lo ha sottolineato la scorsa settimana Robert Clark, vicepresidente marketing di Epson Europe, a Vienna, nel corso di una conferenza stampa intitolata ‘The Future of Business Printing’. Elencando poi alcuni motivi essenziali. Primo, il costo: le periferiche inkjet, dice Clark, consumano fino all’80% in meno di energia di una macchina laser comparabile, richiedendo meno componenti consumabili e riducendo le emissioni di gas ad effetto serra. Secondo, possono essere fino a tre volte più veloci. Terzo, sono affidabili: si possono usare in applicazioni industriali, come la stampa industriale su tessuto, quindi in applicazioni ‘mission critical’, dove non sono ammesse interruzioni dei processi capaci di compromettere la continuità della produzione e del business. Ciò, precisa Clark, permette ad Epson di fornire questa stessa, ultrarobusta, tecnologia inkjet anche negli ambienti d’ufficio. Il quarto motivo sono le funzionalità: le inkjet forniscono tutte le medesime caratteristiche delle periferiche laser, in termini di cassetti carta, ADF (automatic document feeder), stampa duplex, scansione, copia, fax, connettività Wi-Fi e Gigabit Ethernet. Inoltre supportano una molteplicità di media di stampa. E, non da ultimo, si ribadisce, quella inkjet è una tecnologia ‘pulita’.    
Le dichiarazioni di Clark vengono corroborate da un’indagine di mercato condotta dalla società di ricerche IDC, e illustrata da Phil Sargeant, IDC program director, Imaging and Hardcopy Devices. I dati confermano che in Europa occidentale il mercato totale della stampa business, un comparto da oltre 9 milioni di unità fra office printer e multifunzione, sta tornando a crescere. Al suo interno, le periferiche inkjet business rappresentano il 19%. Sono ormai una tecnologia accettata in ufficio, e vengono acquisite dalle varie organizzazioni per una combinazione di pregi, che comprendono il prezzo d’acquisto, la facilità d’uso e le funzionalità. La maggior parte vengono utilizzate quotidianemente per applicazioni generali in ufficio, e per stampare grandi quantità di pagine in un’ampia varietà di situazioni, assurgendo così al ruolo di realtà ‘mainstream’, diffusa e consolidata, e allontanandosi progressivamente da quello di periferiche essenzialmente dedicate ad usi specifici. La loro penetrazione, specie nelle piccole e medie imprese (SMB), sta aumentando: rispetto a un CAGR del 5% previsto per il mercato complessivo, il tasso di crescita annuale composto delle business inkjet è stimato del 12%, ben maggiore di quello delle laser, calcolato attorno al 2%. 


Prodotti, annuncio strategico

L’obiettivo, sottolinea Davide di Scioscio, business manager prodotti business di Epson Italia, è portare la tecnologia inkjet in ufficio in modo massiccio. In quest’ottica si pone l’annuncio di prodotto più importante fatto a Vienna: quello della gamma WorkForce Pro RIPS (Replaceable Ink Pack  System – sistema di inchiostri sostituibile ), dotata della tecnologia PrecisionCore (in grado di fornire prestazioni potenziate), e studiata per fornire alle varie organizzazioni una linea di prodotti inkjet in grado di stampare fino a 75mila pagine, senza la necessità di sostituire i materiali di consumo. Un’innovazione notevole, che Epson ritiene avrà il potenziale necessario per accelerare, nel mondo delle stampanti aziendali, il passaggio dalla tecnologia laser a quella inkjet. Altri annunci chiave riguardano le serie WorkForce Pro WF-8000 e WorkForce Pro WF-5600. Sul versante software, annunciata anche la soluzione Email Print for Enterprise, per inviare via e-mail i documenti per la stampa da dispositivi mobile, senza necessità di installare driver o scaricare applicazioni.   
Gli utenti, precisa il vendor, cercano prodotti per mantenere i costi sotto controllo e ridurli, ma negli ambienti dipartimentali il modello di gestione centralizzata delle periferiche laser e dei processi di stampa genera molte inefficienze, che si traducono in perdite di tempo e denaro. Lo scopo delle macchine delle serie WorkForce Pro e WorkForce Pro RIPS è invece stimolare la transizione verso una modalità di stampa distribuita, in cui diminuisce la necessità di sostituire i consumabili, si riducono i consumi energetici e gli interventi di manutenzione, e dove i costi tornano di nuovo ad essere prevedibili. Insomma, come spiega Hiromi Taba, presidente e chief operation officer di Epson Europe, si va verso la costituzione di ‘cluster’, ‘grappoli’ di sistemi di stampa controllabili con maggior facilità. E quando si chiede quale sarà la sfida più ardua da affrontare nel breve periodo, Taba risponde: «Quella di convincere le organizzazioni a questo passaggio, una transizione che richiede tempo e soprattutto alcuni chiarimenti agli ICT manager». Dunque sarà cruciale una fase di formazione, per far comprendere loro i vantaggi del nuovo paradigma in termini di riduzione dei costi, che significa anche diminuzione dei costi di storage dei consumabili, possibile tramite macchine come quelle della gamma WorkForce Pro RIPS. Ma dove sono le maggiori resistenze psicologiche? «Le resistenze maggiori - dice - si trovano nelle grandi organizzazioni con sistemi IT complessi, in cui gli IT manager hanno timore di modificare l’ambiente esistente, soprattutto per preoccupazioni legate alla security, e agli utenti con frequente necessità di stampare documenti riservati».  Tuttavia, chiarisce Taba, buone opportunità di business non esistono solo nelle realtà aziendali del mondo SMB, ma anche in grandi organizzazioni, come le banche, che però posseggono molti uffici periferici di piccole dimensioni, in cui vi è l’esigenza di decongestionare il traffico delle attività di stampa. 


Solo dealer ‘esclusivi’ per WorkForce Pro RIPS 

I sistemi delle serie WorkForce Pro WF-5600 (a listino da marzo) e WorkForce Pro WF-8000 (disponibile da maggio) e i relativi contratti di servizio, sono commercializzati attraverso i partner di Epson operanti nel canale indiretto. Una particolarità riguarda invece la serie WorkForce Pro RIPS, che sarà distribuita esclusivamente attraverso partner selezionati all’interno dell’ecosistema di servizi di stampa di Epson. Il piano, ha precisato Davide di Scioscio, è definire un gruppo di un centinaio di dealer esclusivi, e di fare leva sulla loro competenza in questa tipologia di macchine e servizi, per andare a proporre ai clienti contratti di servizi di stampa gestiti (MPS) basati sulla formula del costo copia.

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Independent writing and editing professional

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