martedì 5 febbraio 2002

Le stampanti vanno sempre più in rete

Networking Italia - 5 febbraio 2002





di Giorgio Fusari



Più "intelligenza" a bordo e nuove interfacce di comunicazione wireless: ecco le due principali direzioni seguite dal mercato delle periferiche di stampa



Anche in epoca di e-mail e file elettronici il caro vecchio foglio di carta sembra rimanere ancora il supporto preferito dagli utenti per leggere e lavorare. Stampare un documento dà all’utente la sicurezza del contatto fisico e lo fa concentrare meglio: è il dato che emerge da una ricerca realizzata dal Centro Eleusi dell’Università Bocconi in collaborazione con Océ Italia. La quasi totalità dei manager consultati ha affermato di usare abitualmente il pc per lavoro perché permette di scrivere e di correggere velocemente; in fase di lettura però si preferisce stampare le informazioni: il 68% dei manager lancia la stampa dei propri documenti soprattutto per una questione di praticità di consultazione.
Lo scenario dei prossimi anni sembra quindi delineare un ambiente misto in cui si producono e si scambiano file, ma si stampa ancora molto. Sulla rete locale dell’azienda, di conseguenza, tendono a crescere le periferiche come le stampanti laser o le unità multifunzione. Queste categorie di apparecchi continuano a sviluppare nuove funzionalità, proprio per rendere sempre più semplice l’integrazione tra il mondo digitale e quello cartaceo tradizionale.


Moduli ad hoc

Tra i passi compiuti per rendere pratica la gestione dei documenti c’è l’introduzione di funzionalità che trasferiscono sulle stampanti laser per l’ufficio la produzione di moduli commerciali e documenti complessi, prima gestibili solo con stampanti a impatto e attraverso l’uso di moduli prestampati e multicopia.
La gran parte delle soluzioni disponibili per la gestione della modulistica elettronica prevede in una prima fase la creazione al pc del modulo, tramite un programma dedicato che consente di preparare lettere, polizze assicurative o fatture. I moduli possono comprendere anche elementi grafici come loghi, codici a barre, firme o scansioni di altre immagini. Una volta creato, il modulo si può memorizzare nel firmware della stampante e qui rimane residente.
In fase di utilizzo, quando si devono lanciare in stampa i dati provenienti da un applicativo host esistente, la stampante è in grado di riconoscere nel flusso di dati una precisa combinazione di caratteri e di associare a essi il modulo elettronico corretto memorizzato al suo interno, ottenendo così in output moduli analoghi a quelli prodotti dalle tradizionali stampanti a impatto che utilizzano i prestampati.
I vantaggi principali di questo tipo di sistemi sono la possibilità di eliminare i costi tipografici derivanti dalla produzione di prestampati, i problemi di stoccaggio e distruzione dei moduli obsoleti e anche le perdite di tempo legate alla necessità di separare o raggruppare i moduli multicopia. Le stampanti laser sono infatti dotate di sistemi di suddivisione automatica dei fogli. I moduli elettronici si possono poi aggiornare e modificare come si desidera.


Servizi elettronici

Un’altra area di innovazione delle stampanti riguarda i servizi che consentono di rendere più sicuri e affidabili i processi di stampa, specialmente nelle aziende dove sono presenti applicazioni enterprise come i sistemi di ERP (Enterprise Resource Planning) e di CRM (Customer Relationship Management). Le soluzioni adottate in questi casi tendono a risolvere alcuni problemi fondamentali della stampa in rete, come la possibilità di lanciare stampe in modalità riservata e di ridurre al minimo o eliminare i rischi di accesso non autorizzato ai documenti o alle risorse di stampa.
Altre soluzioni software sono invece indirizzate a fornire la possibilità di effettuare operazioni di job accounting per tenere sotto controllo, analizzare, riepilogare e possibilimente recuperare i costi derivanti dalla attività di stampa e copia distribuite.


L’arrivo di Java

Uno dei campi di sviluppo applicativo più interessanti è quello che si spinge oltre le capacità di memorizzazione del firmware specifico della periferica e che prevede il caricamento a bordo della stampante di una Java Virtual Machine, ossia di un sistema operativo incorporato in grado di eseguire direttamente dalla stampante applicazioni e servizi di stampa specifici, creati di volta in volta a seconda delle esigenze dell’utente. A tal proposito si può citare il programma JetCaps di Hewlett-Packard, al quale aderiscono circa quaranta aziende in tutto il mondo come solution provider: questi partner, utilizzando la piattaforma ChaiVM (Virtual Machine), realizzano applicazioni in grado di girare sulle stampanti tramite il motore Java "embedded" sulla periferica. Fra queste applicazioni possiamo citare la soluzione Chai–Autoprint, che consente di stampare informazioni provenienti da una determinata URL Internet a orari prestabiliti.


Stampa senza fili, siamo all’inizio

Collegare le stampanti in rete per condividerle fra più utenti incrementa la produttività dell’ufficio e in certi ambienti di lavoro è un’operazione indispensabile, ma in certi casi si ricerca anche una maggior flessibilità dell’infrastruttura, in modo da permettere lo spostamento delle periferiche senza troppe riconfigurazioni. Le difficoltà create dal fatto di dover ricollegare alla rete cablata dispositivi mobili come i pc portatili o di spostare le periferiche di stampa hanno stimolato i produttori di networking a creare tecnologie wireless che rendono più pratico l’uso delle stampanti, a livello sia personale che aziendale.
La necessità di stampare documenti senza dover connettere fisicamente il dispositivo alla LAN sta quindi crescendo, grazie alla sempre maggiore mobilità delle persone e alla diffusione di dispositivi di mobile computing come i palmari, i notebook e i cellulari. La diffusione sul mercato di interfacce per il wireless printing e, più in generale, per la comunicazione senza fili tra periferiche è tuttavia solo all’inizio.
Attualmente le interfacce di comunicazione wireless usate da una stampante per comunicare con un dispositivo mobile sono basate su due tecnologie: WLAN (Wireless LAN) e Bluetooh, che sono indirizzate a due distinte categorie di utenti.


Arrivano i "server" per il document management

Funzioni di stampa, copia, invio fax e scansioni di documenti non bastano a esaurire le possibilità applicative delle macchine multifunzione digitali, almeno quando si parla di interfacciamento in reti locali o geografiche. In tali ambienti non basta produrre documenti cartacei ma si rendono necessarie funzionalità in grado di gestire con efficienza il flusso documentale. Esattamente a questo livello si innestano le nuove prestazioni che i modelli di più recente introduzione sul mercato hanno già acquisito e che vanno verso il document management. L’obiettivo primario che i costruttori vogliono raggiungere è fornire agli utenti apparecchi multifunzione in grado di organizzare con semplicità ed efficienza il gran numero di informazioni circolanti in rete e provenienti dalle fonti più varie, come fax, copie cartacee di documenti, file da dischetti e CD. Alcuni modelli presenti oggi sul mercato includono quindi un server di gestione documentale in grado di eseguire anche funzioni di archiviazione, organizzazione e ricerca dei file, oltre che di produzione e distribuzione delle informazioni.


Tecnologie a confronto

Le reti locali wireless (WLAN) sono basate sullo standard 802.11 e utilizzano un intervallo di frequenza radio di 2,4 GHz. La successiva evoluzione di questo protocollo, la 802.11b, consente di raggiungere velocità fino a 11 Mbps, equivalente nella pratica a quella di una rete Ethernet a 10 Mbps cablata. Un utente tipico di dispositivi Wireless LAN può essere la grande azienda che intende estendere la propria rete wireless preesistente tramite l’aggiunta di periferiche di stampa senza fili all’interno dei vari reparti, che in questo caso possono collegarsi fino a una distanza massima di novanta metri circa.

Il sistema Bluetooth utilizza la stessa frequenza della tecnologia 802.11, ma ha un raggio d’azione inferiore e una velocità di trasmissione dati più bassa.
Con questo standard le periferiche possono comunicare tra loro a una distanza massima di 10 metri e con velocità non superiore a 1 Mbps, quindi le applicazioni indicate sono quelle in cui l’utente non deve connettersi stabilmente alla rete ma, per esempio, deve lanciare una stampa dal proprio notebook che comunica tramite Bluetooth con la stampante.


(Nota)
802.11
E’ la famiglia di standard IEEE che raccoglie le specifiche per le tecnologie di comunicazione wireless.



Rallentano le stampanti, crescono le multifunzione

Nel primo semestre 2001 le vendite di stampanti sono cresciute solo del 6,3% (dati Asso.IT) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di oltre un milione e mezzo di macchine vendute. Ciò deriva dalla vistosa discesa delle macchine a impatto (-14,7%), da un crescita ridotta (+8,8%) delle stampanti a getto d’inchiostro, che ormai sembrano aver saturato le fasce di utenza consumer e SOHO, e da un incremento di vendite ancora più basso (+1,9%) registrato dalle stampanti laser. Nella fascia delle stampanti laser in bianco e nero cresce soprattutto il segmento da 21 a 30 ppm, e si segnala l’incremento del 22,2% delle macchine laser a colori con interfaccia di rete, che indica una chiara tendenza degli utenti office a stampare a colori.
Nel settore delle multifunzione, secondo dati Cap Ventures, si prevede che nel periodo 1999-2005 le vendite di macchine a funzione singola diminuiranno del 12,4% a favore di una crescita del 22% dei sistemi multifunzione, che dovrebbero superare in numero le copiatrici tradizionali in bianco e nero e a colori.

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