Salesforce e Cisco: insieme per il Crm 'in the cloud'

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In arrivo nel primo trimestre del 2010 un Customer relationship management (Crm) più completo, in grado di catturare tutte le conversazioni e le community di esperti in rete, per fornire agli utenti aziendali le migliori risposte possibili ai loro problemi. Questo Crm di nuova concenzione verrebbe messo a disposizione da una soluzione congiunta di salesforce.com e Cisco, che sposta le tecnologie di contact center nella 'nuvola' della Rete. In sostanza si tratta dell'integrazione fra il Service Cloud 2 di salesforce.com e le funzionalità di Unified Contact Center di Cisco per il customer service: la soluzione si rivolge in particolare all'utenza delle piccole e medie imprese e punta a incrementare la produttività degli agenti senza richiedere l'installazione di hardware, software, o investimenti in data center e altra strumentazione telefonica. L'alternativa basata 'in the cloud', ha spiegato Alex Dayon, senior vice president Customer Service & Support Product Line di salesforce.com, consentirà alle organizzazioni di non aver più a che fare con la gestione di router, server e switch e di potersi concentrare sul miglioramento del customer service. Uno dei vantaggi chiave della piattaforma deriva poi dall'integrazione delle principali piattaforme per i social network, come Google, Facebook, Twitter, che anche in ambito aziendale stanno assumendo un peso sempre maggiore per lo sviluppo e il mantenimento delle relazioni.

Sharp amplia la gamma di componenti solari

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Telefoni cellulari ma non solo. Le applicazioni dei componenti solari che Sharp sta introducendo sul mercato si snoderanno un po’ in tutte le utilizzazioni del mondo mobile, dove i vari dispositivi non possono contare sulla rete elettrica per il loro funzionamento: quindi anche fotocamere digitali, laptop, lettori portatili, PC tascabili e quant’altro. Nel campo dei sensori o dei telecomandi, non alimentati dalla rete domestica (ad esempio quelli per i televisori), sottolinea Sharp, una cella solare potrebbe addirittura fornire l’energia necessaria al 100 per cento.

I pannelli, avendo diverse quantità e configurazione delle singole celle solari policristalline, forniscono diverse potenze in uscita e tensione. La gamma va da modelli a una cella con potenza in uscita di 30 mW e tensione di 0,5 V, fino a modelli da 10 celle con 300 mW e 5 V.

Il pannello LROGC03

Il modello LROGC02 è solo il primo di una gamma di componenti solari che nel corso del prossimo anno l’azienda ha in programma di portare a cinque. Nel primo trimestre 2010 verrà introdotto il pannello LROGC03, con superficie di 41x33 mm, cioè circa la metà del primo (LROGC02) e, con dieci celle, raggiungerà una potenza massima in uscita di 130 mW e 5 V. L’obiettivo è renderlo adatto, in particolare, all’integrazione negli ‘smart meter’, i contatori intelligenti che dovranno far parte della nuova generazione d’infrastrutture di trasporto e distribuzione dell’energia delle ‘public utilities’, un business che sta crescendo sempre più a livello modiale. Ma ci saranno anche applicazioni nei piccoli apparecchi di elettronica di consumo, come i lettori mp3 o le chiavi intelligenti per auto che, ad esempio, possono segnalare se finestrini e porte sono chiusi correttamente o quanta benzina c’è ancora nel serbatoio.

Nel lungo termine, Sharp sta anche lavorando su una riprogettazione dei componenti di pannelli solari che consentirà di aumentarne l’efficienza, portandola fino al 20 per cento.


Femtocell: oltre il mercato residenziale

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Se si avvererà la previsione di uno studio di Abi Research, secondo cui per il 2011 vi saranno 102 milioni di utenti di prodotti femtocell su 32 milioni di access point a livello mondiale, picoChip, società britannica con quartier generale a Bath, Regno Unito, si sta preparando ad soddisfare questo mercato su più fronti. È infatti di ottobre il lancio di PC8219E, definito dalla stessa società il primo reference design Class 3 al mondo a portare la tecnologia femtocell verso l’area di utenza costituita dalle reti campus, dalle zone rurali e dagli hot spot delle aree metropolitane. picoChip parla di soluzione indicata per il dispiegamento di femtocell ad ampia copertura in aree dove i carrier hanno necessità d’innalzare, a costi convenienti, la copertura e la capacità delle reti.
Sul tema, anche un commento di Simon Saunders, presidente del Femto Forum. «I primi dispiegamenti femtocell sono stati focalizzati sul mercato residenziale – spiega Saunders - ma ora stiamo vedendo un inarrestabile interesse a spostarli oltre le abitazioni. Numerosi operatori hanno richiesto femtocell outdoor che estenderanno la copertura e forniranno ulteriore capacità di banda larga mobile alle aree rurali e metropolitane, come anche ai campus enterprise. Far leva sulle architetture e le economie di scala delle femtocell rivolte al mercato di massa, significa che gli operatori sono in grado di apportare maggiori miglioramenti alle loro reti outdoor in maniera conveniente e precisamente focalizzata. Questo porta anche i benefici del mobile broadband a una audience più allargata di quella che altrimenti sarebbe possibile, aiutando a indirizzare il digital divide».
Da precisare che, secondo il processo di standardizzazione del Femto Forum, le femtocell sono organizzate in tre classi: Class 1, per le applicazioni residenziali; Class 2, per gli ambienti indoor di fascia enterprise; Class 3, per i dispiegamenti di queste infrastrutture nelle zone rurali e metropolitane.

Piattaforme di networking: il sistema operativo Ose supporta il core PowerPC 476FP

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Ose, il sistema opeativo real-time (Rtos) embedded di Enea, supporterà anche il core PowerPC 476FP. Quest’ultimo è basato sulla tecnologia SOI (silicon-on-insulator) a 45 nanometri di Ibm ed è stato sviluppato dalla società in collaborazione con Lsi, che intende utilizzarlo per le architetture di piattaforme multicore di prossima generazione, destinate ad applicazioni di networking (reti 4G, infrastrutture WiMax, ecc.). Di queste architetture sarà parte anche Ose. «Enea - ha detto Mathias Båth, senior vice president marketing - è molto lieta di contribuire, con il suo Rtos multicore, alla creazione di una nuova soluzione di gestione della comunicazione». Gli utenti hanno infatti la necessità di ridurre il tempo che normalmente impiegano per assemblare i componenti quando iniziano un nuovo progetto. «La combinazione tra Ose, il core PPC476FP e la piattaforma multicore Lsi offrirà un vantaggio tangibile, garantendo massime prestazioni, migliorando l’efficienza degli sviluppatori e riducendo la complessità del design».